
Secondo la corrispondente voce nel vocabolario Treccani, in editoria l’editing è la cura redazionale di un testo per la pubblicazione.
L’obiettivo di questo attento lavoro di lettura e revisione è verificare la correttezza di ortografia, grammatica, sintassi, struttura e coerenza interna del manoscritto, oltre che l’adeguatezza dello stile, l’esattezza e la corrispondenza alla realtà delle sue eventuali asserzioni scientifiche, storiche e monografiche.
Chi è l’editor?
“Un buon editor riduce all’osso la vostra prosa. Taglia tutto quello che può tagliare, in modo che l’attenzione non sia distratta da parole inutili.”
(Renato di Lorenzo)
Cominciamo dal principio: l’editor è un professionista inserito all’interno del meccanismo editoriale. Possiamo definirlo come un filtro tra l’autore, che invia il manoscritto per la correzione o lo propone in casa editrice, e il lettore, che legge il libro una volta pubblicato.
Compito dell’editor è quello di tagliare, spostare, aggiustare, scomporre e ricomporre il dattiloscritto nella sua versione grezza per restituire alle stampe un libro siffatto, “in bella”.
Dove lavora l’editor?
Un editor può lavorare in proprio, essere dipendente di una casa editrice o collaborare all’interno di un’agenzia editoriale. Ad ognuna delle tre forme si accompagnano obblighi diversi.
Un editor freelance, tradotto in italiano come “libero professionista”, lavora per conto proprio. Generalmente, è un esperto che gestisce da sé i manoscritti che gli pervengono per via diretta e talvolta viene chiamato a collaborare con le case editrici dall’esterno.
Quando si trova ad essere dipendente all’interno di una casa editrice, l’editor viene chiamato a svolgere il ruolo di redattore editoriale. Coordina il lavoro dei lettori editoriali, i primi a leggere il manoscritto che viene inviato dall’autore via e-mail alla casa editrice, e rimane in costante contatto con il capo-redattore e con l’editore.
Il ruolo dell’editor all’interno di un’agenzia editoriale è molto simile al lavoro del freelance. Un’agenzia editoriale non è legata a una singola casa editrice e spesso cura e raccoglie autori e opere dall’inizio del lavoro editoriale sino alla formazione del libro vero e proprio.
Di cosa si occupa l’editor?
Non c’è correzione, per quanto marginale e insignificante, che non valga la pena di effettuare. Di cento correzioni ognuna può sembrare meschina e pedante; insieme possono determinare un nuovo livello del testo.
(Theodor W. Adorno)
In concreto, l’editor si occupa di leggere con attenzione le opere che gli vengono sottoposte. Stila, laddove non vi sia un professionista addetto (nelle case editrici, ad esempio, troviamo la figura del lettore editoriale), una scheda di lettura – o scheda di valutazione editoriale – che viene restituita all’autore o a chi di competenza e, se il testo viene giudicato positivamente, comincia a editarlo.
Al manoscritto vengono, dunque, apportate tutte quelle modifiche e revisioni che gli permettono di poter essere pubblicato (o pubblicabile).
L’editor può inoltre occuparsi della revisione delle traduzioni (interfacciandosi con l’autore e con il traduttore, in prima battuta), della correzione di bozze, dell’impaginazione e della produzione di testi per l’agenzia con la quale collabora o per la casa editrice (quarte di copertina, comunicati stampa, profili biografici degli autori, contenuti per i siti internet eccetera).
Come si diventa un editor?
“Quando vendi ad un uomo un libro, non gli vendi 12 once di carta, un po’ di inchiostro e della colla, gli vendi un’intera nuova vita”
(Christopher Darlington Morley)
La figura dell’editor ha vita relativamente breve all’interno del panorama italiano. Nasce intorno al 1900 e si colloca all’interno delle realtà editoriali principalmente come intellettuale.
Ad oggi, non esiste una vera e propria regolamentazione del mestiere dell’editor, tuttavia è certamente apprezzabile che l’editor abbia un buon background accademico umanistico, avendo preferibilmente frequentato corsi di laurea in lingue, lettere, editoria, giornalismo, comunicazione e via andando.
La maggior parte delle case editrici italiane predilige editor che abbiano una certa competenza tecnica e accademica nel settore attinente alle loro pubblicazioni (pensiamo, ad esempio, alle case editrici medico-scientifiche o a quelle che pubblicano testi di giurisprudenza, legge o magistratura).
Esistono, inoltre, numerosi Master e corsi di specializzazione organizzati direttamente dalle stesse case editrici o affiliati alle stesse che permettono una maggiore competenza e una facilità da non sottovalutare nel reclutamento e nella formazione di nuove figure professionali.